Fin qui è stato installare e collegare. Da qui in poi è la parte che decide se fra un mese lo state ancora usando.
E ogni volta che glielo chiedi, hai solo due strade.
Ogni volta. E ogni volta ne dimentichi qualcuno di diverso.
A volte ci prende. Ma non sai mai quale volta, e devi controllare tutto.
I quaranta passaggi restano scritti. Da lì in poi bastano tre parole per farli partire.
Le stesse tre memorie che usiamo noi. Quando l'agente sbaglia, ne manca una — e si capisce quale.
«Il listino 2026, pagamenti a 60 giorni, magazzino a Prato.»
«A marzo Bianchi ha contestato la fattura per un errore di consegna.»
«Il report: estrai, togli le stornate, confronta col budget, segnala sopra il 10%.»
Nessuna magia: è un foglio di testo. Se sai spiegare il lavoro a un collega, sai scriverne una.
Come li faresti tu, scritti come li diresti tu.
I casi strani che sai solo tu. Sono la parte che vale di più.
Tre report fatti bene insegnano più di due pagine di istruzioni.
In cima c'è scritto quando usarla. Se quella riga è vaga, la skill non parte mai — e tu pensi che non funzioni.
«Aiuta con i report.»
Report è tutto e niente. Non capisce che è il momento di usarla.
«Quando ti chiedo la chiusura del mese o il confronto col budget.»
Ci sono le parole che usi davvero quando lo chiedi.
Su internet ce ne sono migliaia, gratis. E nessuno le controlla.
Dentro può esserci scritto qualsiasi cosa, comprese istruzioni che non vorresti.
Istruzioni nascoste, tentativi di far uscire dati, e in qualche caso codice malevolo.
Quelle sono verificate. Le altre si leggono prima — e sono leggibili, è testo.
Tutto quello che avete visto stamattina girava sul mio computer. Adesso lo facciamo girare sul vostro.
Piano, installazione, permessi. Uno per uno, col vostro schermo davanti.
Non un esercizio: una cosa vera che rifate ogni settimana.
La facciamo insieme, facendo il lavoro. Non scrivendo una procedura.
La parte per cui esistono due giornate invece di una.